Ci sono cose in fondo al cuore
che non possono (vogliono)
essere svelate.
Restano lì nel silenzio
e si cerca di dimenticare.
Dimenticare nel giorno che corre,
nei pensieri che vagano,
nelle parole che si perdono.
Restano lì per essere abbandonate,
ma nella notte dei sogni ritornano.
E non ti resta che dimenticare
anche il sogno... se ne sei capace.
(anna rita scheri)
venerdì 4 gennaio 2013
sabato 15 dicembre 2012
Momenti di silenzio
Ci sono momenti in cui si ha
bisogno di silenzio.
Quel silenzio che come un
bozzolo racchiude i tuoi pensieri, la tua anima, il tuo corpo e li protegge.
Dopo aver tanto parlato, tanto
discusso e ti sei reso conto che le parole sono solo state come foglie al vento
che all’arrivo dell’autunno cadono ingiallite… lasciando così quei rami spogli
che si protendono scuri nell’aria umida, fredda, incolore dell’inverno, e non c’è
che la possibilità del silenzio e dell’attesa.
La solitudine diventa una
calda coperta che ti avvolge, che copre la testa e ti isola dal mondo, dagli
sguardi, dal vociare frettoloso, superficiale e irriverente di chi non sa
ascoltare, di chi non sa vedere… di chi si è arreso alla corrente del fiume
dell’esistenza, incanalato in angusti passaggi di cemento come tortuosi meandri
del cervello che non hanno più respiro,
mentre i pensieri vanno... corrono, scorrono impazziti… sempre uguali, senza
sbocco, girando continuamente su stessi percorsi… su stessi solchi che vengono erosi
sprofondando nel nulla esistenziale.
Il bruco nel suo bozzolo si
evolve, il ramo spoglio di vita apparente è in stasi e si protegge. E dopo l’attesa,
il silenzio, la solitudine… la vita riesploderà
nel volo, nei colori e nelle possibilità per la stagione del sole e del calore,
che nel silenzio e nella solitudine del momento richiesto si è contribuito a far esistere, a rinnovarsi ad
evolversi …
Anna Rita Scheri
mercoledì 31 ottobre 2012
Il giorno di riposo
Era da poco passata la mezzanotte quando la porta si
aprì dall’esterno e qualcuno entrò nella casa. Nel buio completo della notte le
luci rimasero spente, mentre l’essere che era entrato vagava per la stanza
senza far rumore, senza emettere un solo respiro. Poi, lentamente, si avvicinò
ad una poltrona illuminata da un raggio di luna. Posò il bastone intagliato con
strane figure contorte e spaventose, si
tolse il mantello che copriva la scarna figura, poggiò il nero cappello sopra
un mobile lì accanto e si tolse la maschera dal volto. A favore della luce lunare essa apparve di un
colore bianco grigiastro con zigomi segnati di nero e il contorno degli occhi del
rosso del fuoco di una brace quasi spenta.
Si tolse le scarpe e poi la giacca strappata, i pantaloni smunti e quasi
laceri… la camicia sporca e insanguinata. Privo dei suoi abiti rimase poi così,
fermo per un istante, nudo e liberato. Accasciandosi quindi esausto sulla poltrona
che lo accolse nell’invisibilità delle sue forme l’essere pensò: “Finalmente un
giorno di riposo! Oggi saranno gli stessi esseri umani a mettere in scena il loro
terrore! E non avranno bisogno di me.” E
in quel preciso istante, il calendario appeso alla parete si illuminò mentre
una pagina si staccava, mostrando la data di quel nuovo giorno: il 31 di
ottobre… festa di Halloween. (Anna Rita Scheri)venerdì 5 ottobre 2012
E se .... ?
Ore 14:00. Ottobre 5, 2012.
Sono seduta su un vagone della metropolitana dopo ore passate a ‘sbattermi’ dentro un
ufficio. Sto tornando a casa. Ho un libro tra le mani che vorrei finire di
leggere. Ad un tratto però qualcosa distoglie la mia attenzione dalla pagina che
sto leggendo e mi guardo attorno. Guardo la gente, ce n’è dovunque: seduta, in
piedi, appoggiata alle pareti, attaccata alle porte… Gente che sta in silenzio. O almeno così mi
sembra, in quanto non percepisco rumori... Neppure quelli assordanti, in genere, del
treno che scorre sulle rotaie. Continuo a guardare quella massa di persone che
mi dà l’impressione di essere inanimata, o meglio, priva di una propria volontà
di reazione, come se fossero esseri che seguono un qualsivoglia ruolo senza
averne diretta coscienza. Il tempo sembra essersi fermato, continuo a guardarli e la domanda che sorge, senza aver
seguito nessuna riflessione mentale, mi lascia perplessa. E se tutta questa
gente non esistesse? Mi chiedo facendo seguire
il punto interrogativo da un’altra domanda, più che pertinente alla prima: che
cosa cambierebbe? E cosa cambierebbe su questo nostro pianeta Terra se fosse
privato dei sui abitanti umani? Continuo imperterrita a chiedere senza aver
voglia di cercare alcuna risposta. E se non ci fosse neppure la Terra? Cosa
cambierebbe nell’Universo? Quali equilibri andrebbe a far saltare, a rivoltare
se ad un tratto sparisse? Sempre se poi la Terra fosse importante per quegli
equilibri! Rifletto. O magari la sua non presenza sarebbe fautrice, invece, di
una nuova e maggiore armonia. Ma le domande ritornano. E se fosse l’Universo a
non esistere? Se ci fosse semplicemente un vuoto cosmico … il niente di niente…
il nulla? E se tutto questo che stiamo vivendo fosse un bluff? Se fossimo semplicemente
personaggi di una storia inventata, di un’illusione derivata da un pensiero
creativo sconosciuto che dirige la storia? Come quelle dei cartoni animati dove
i personaggi sembrano vivere, partecipare, emozionarsi, morire e tanto altro ma
che in realtà non esistono… In realtà non
Sono!
E, se fossimo proprio così, come
quei personaggi inutili che mostrano se stessi credendo nella loro vera utilità, e ci rendessimo conto del nostro
stato, se ne prendessimo coscienza… cosa succederebbe? Ci lasceremmo andare
smontandoci dalle linee della forma e lasciando a ricordo una semplice macchia
di colore su un substrato di materia sconosciuta? Oppure…. Oppure ci indigneremmo
di non avere possibilità di vita propria? Ci ribelleremmo? Inizieremmo a
pretendere di esserci, di esistere veramente? Di non lasciarci trascinare dal
susseguirsi di un racconto preordinato ed imposto e chiederemmo, allora, di poter
usare il nostro libero arbitrio? Oppure … Oppure faremmo di tutto per
ri-dimenticare la nostra strana origine per ritornare alla vita inanimata di
sempre? Prestabilita di sempre? E seduti su una metropolitana dentro una calda
giornata di ottobre che ci aspetta all’uscita della stazione … ri-assaporeremmo
un cielo ancora terso e un vento dolce che passa tra i capelli e gli abiti
ancor leggeri ri-aspettando il prossimo inverno
che… con certezza arriverà! Come sempre….
anna rita scheri
giovedì 27 settembre 2012
Forma ed Essenza
È
una notte stellata, la luna là in alto risplende ormai quasi piena. Le stelle,
i pianeti sono forme e punti lontani che illuminano il cielo. A guardare su, in
alto, ci si perde. Cerchiamo confini a cui siamo abituati, uno spazio da
delimitare. Lo spazio che, nel solo pronunciarne il nome, lo abbiamo circoscritto.
Ma lo spazio, il cosmo non ha confini, non ha limitazioni e allora dovremmo
abbandonarne ogni definizione, per
perderci dentro l’infinito a anche oltre …. Perderci (o ritrovarci) dentro la
meraviglia di un universo illimitato, senza forma e sentircisi dentro, sentirsene parte.
Noi
siamo dentro lo spazio, lo spazio è dentro di noi con la sua profondità e
illimitatezza. Noi siamo il Tutto, l’indefinito, ma siamo anche forma. Siamo
dei contenitori, siamo vasi di cui molto spesso non conosciamo il contenuto. E
il viaggio interiore che ne porta alla scoperta è un viaggio infinito che si
perde, ritrovandole, nelle memorie di un cosmo in evoluzione… nelle memorie di un Essere in evoluzione, in
connessione tra il dentro e il fuori.
Forma e non forma,
quindi, questo noi siamo ... L'essenza è
ciò che è e non ciò che appare. Non è minimalismo ma semplicemente: essenza
senza forma ricoperta da un involucro ... che poi è forma. Quindi, il nostro
vivere è : forma e non forma ... in equilibrio e in armonia. Siamo contenitori, vasi di cui dobbiamo
prenderci cura, perché senza di essi non potremmo vivere su questa Terra, e siamo
l’essenza dell’infinito di cui dobbiamo aver consapevolezza… Noi e il cosmo, un
solo essere….
anna
rita scheri
mercoledì 26 settembre 2012
Raggiungere il Cuore ...
Non ha alcuna importanza se non tutti capiscono cosa faccio, scrivo, dipingo, perchè fino a che ci sarà una persona su cento, due su mille, dieci su un milione, che avranno la sensibilità di comprendere ciò che esprimo, io avrò raggiunto il mio scopo. Raggiungere il Cuore e non la mente ....
(Anna Rita Scheri)
(Anna Rita Scheri)
mercoledì 25 luglio 2012
SEGNALATI . Anna Rita Scheri
Una figurazione, quella di
Anna Rita Scheri, che molto spesso pone il suo accento sulla dualità che si
trasforma in dicotomia. Nascono così rappresentazioni che ci narrano della vita
e della morte, del giorno e della notte. La sua non è una pittura d'istinto.
bensì di intelletto. Una pittura che svela la bellezza di sentimenti puri come
l'amore. Una pittura del silenzio, che non ha bisogno di urlare le sue
argomentazioni visive per essere ascoltata. Anna Rita proietta l'astante in una
nuova dimensione. Una dimensione ideale, lungo la quale vivere i propri sogni.
L'Artista traccia visivamente le sue emozioni.
Le sue scelte coloristiche
sono sempre molto ricercate. Grazie alla significativa coniugazione della luce,
del segno e del colore, le opere di Scheri acquistano una nuova dimensione.
Sono trasportate, dunque, in nuovi universi di luce. Universi in cui la
variabile spazio-temporale si annulla, mentre cresce il valore che l'Artista dà
alle sue figure. Figure che si trasformano in vere e proprie visioni. Visioni,
quindi, da condividere con l'osservatore.
La luce che avvolge le
rappresentazioni svela una meditazione intimistica e la partecipazione intensa
di chi sa guardare il mondo con gli occhi dell'anima. Quella stessa anima che
si fa tangibile nelle sussurrate narrazioni visive di Anna Rita. (Salvatore
Russo – critico d’arte in Segnalati edito dalla EA Edizioni)
mercoledì 11 luglio 2012
IL LIBRO: Protagonista di vita.
Un libro, PROTAGONISTA DI VITA, che ho scritto con il cuore e che i miei lettori hanno contribuito a farmi amare maggiormente, grazie ai loro commenti di apprezzamento sincero. Un libro si inizia a scriverlo per se stessi, poi alla fine invece ti accorgi che lo hai scritto per lasciarlo alla gente, ai lettori, affinchè riescano a carpirne il messaggio che racchiude, diverso per ogni persona che lo legge e lo fa proprio, ma simile per tutti perchè le parole racchiudono l'amore che non ha confini, non fa distinzioni ... non si cela mai a nessuno .... si dona come un bel frutto maturo sulla pianta della vita, che a volte ci è sconosciuta, ma che ci invita, attraverso l'amore (il suo frutto appunto), a viverla appieno ....
Ogni autore spera che il suo libro sia un successo, che lo faccia emergere e lo elevi a al di sopra della massa. Ogni autore chiede comprensione, possibilità.... il proprio posto dentro il Cielo, ma in questo periodo in cui la Cultura sembra esser passata in secondo piano, molti sono i libri, di valore, che restano chiusi in scatoloni dentro magazzini di case editrici, se non soltanto come file dentro un pc.... E si perdono, si dimenticano. Ho letto libri scritti con grande maestria e pieni di emozioni e di bellezza che non ho mai visto sui scaffali delle librerie... che non ho più visto da nessuna parte .... Persi per sempre ... e me ne sono rammaricata. Ho evitato di legger libri di autori conosciuti grazie a piattaforme televisive inesistenti, inconcludenti, fatte solo di apparenze, che hanno trovato posto nelle vetrine di mega librerie che cercano solo di vendere la quantità della demenza e non la qualità dell'intelligenza o del sapere ...
La Cultura di un popolo si basa sulle narrazioni di chi sa narrare con l'anima e apporta nuove conoscenze .... nuove idee, nuove e vecchie emozioni .... e la stiamo distruggendo perchè si preferisce 'merce' ben confezionata posta davanti agli occhi invece della ricerca, della scoperta ... dell'attrazione sentita con il cuore.
Bisognerebbe andare alla ricerca di ciò che ci ispira un'emozione, di ciò che è stato scritto con il cuore, imparando a scegliere da soli... tralasciando le vetrine piene di attrazioni che ci invitano a comprare principalmente ciò che non è ....
Potete acqusistare Protagonista di vita su:
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/catalogo/area/areanarrativa/narrativa/9788854836204-detail.html
e su: IBS libri
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/catalogo/area/areanarrativa/narrativa/9788854836204-detail.html
e su: IBS libri
lunedì 25 giugno 2012
mercoledì 20 giugno 2012
…e un giorno succede!
Ebbene si, un giorno succede! Succede
sempre ma… sta a noi comprendere che sta realmente accadendo oppure far finta
di niente e continuare sulla solita strada… Quella solita strada che si ripete
uguale all’infinito e che percorriamo perennemente con la testa voltata verso
il passato. Un passato che ci riporta gli stessi schemi, gli stessi errori, gli
stessi dolori, gli stessi stereotipi, le stesse modalità di vita… Una strada che
continuiamo a camminare infilati dentro
quello stato d’animo fiducioso che si chiama speranza e che ti proietta nel
futuro immaginandolo diverso dal passato, pieno di tutto ciò che si è sempre
desiderato e mai raggiunto e che, magari, ti offre anche una nuova identità…
già mentalmente confezionata su misura e perfetta … mentre però la vita ti passa
davanti rincorrendo sempre quella solita speranza.
Ma … un giorno succede, un
giorno succede di … di renderci conto del momento esatto che stiamo vivendo e ne restiamo
stupefatti … Stupefatti nell’accorgerci che stiamo vivendo nel presente … che esistiamo nel presente e che la vita la
stiamo vivendo nell’attimo stesso del respiro che percepiamo dentro il nostro
corpo. E dentro questo respiro comprendiamo che l’esigenza che abbiamo di
esserci è potente, che l’esigenza di essere
felici nel qui ed ora è prorompente e inarrestabile. È l’esigenza di questo preciso attimo e di questo preciso
luogo in cui esistiamo e in cui possiamo esprimerci al meglio. Ci accorgiamo
che sprecheremmo solo attimi preziosi se continuassimo a dividere il nostro
tempo in passato e futuro. Un tipo di tempo che appartiene solo ad un pensiero che è tutto
mentale e che non riesce ad accettare l’ascolto del semplice battito del cuore. L'amore, il battito del presente. Perché il battito del cuore non può essere
ascoltato nel passato e non lo si ascolta nel futuro, ma semplicemente nel preciso
momento in cui sta funzionando. Poniamoci dunque all’ascolto del cuore e
percepiamone l’attimo e dentro questo attimo ritroviamo la nostra essenza, il
nostro sé, la nostra unicità e siamo felici dell’istante che ci stiamo donando.
Anna Rita Scheri
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