mercoledì 20 agosto 2014

"GRAFFITI"

L'essere umano impronta la propria vita sull'illusione. 
L'illusione di carriere sfavillanti, di amori vacui, di famiglie prive di valori, di rapporti superficiali e casuali. L'illusione del sesso appagatore, del benessere dato dal consumismo dilagante... dal credersi migliore di coloro che non si sopportano, che non si stimano, che non piacciono. 
Egli assume sembianze da marionetta e appeso ai fili, con volto di maschera, guarda il mondo con distacco. Un mondo dalla realtà che non gli piace e che non vuole guardare e, in questo modo, dentro la sua immobilità, circondato da illusione, contribuisce al decadimento, allo sfacelo, alla distruzione, all'abominio e alla solitudine propria e di chi gli sta attorno.
Cieco e sordo nel non voler 'sentire', vedere ciò che gli viene mostrato, sembra prendere le distanze dal liquido e incontrollabile mare dell'illusione che ingoia ogni cosa, e di cui invece è parte integrante. 
Insensibile a Graffiti, incisi sui muri dell'ignoranza per mostrare il vero senso della vita e la strada nella luce della verità, esibisce la sua più spiccata incomprensione per chi ancora con coraggio pone segni in cerca di sincere realtà e si espone allo scherno della gente, senza quella paura che con fili imbriglia i movimenti.
Egli è un essere umano-marionetta che ormai con un supponente: "Non capisco", rivela la sua incapacità di decifrare il linguaggio della purezza e dell'amore usato da chi chiede aiuto e accoglienza... dentro la fragilità dell'emarginazione, del cuore spezzato, di un bambino indifeso, di una donna umiliata. 
(anna rita scheri)

"Graffiti" - anno 2001 - olio su tela - cm 80x60

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