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mercoledì 10 febbraio 2016

MOSTRA PERSONALE DI PITTURA - Roma dal 3 al 5 marzo 2016



SEGNI COLORI ANIMA.... LA VERITA' DELLA BELLEZZA
“Oggi siamo inconsci della bellezza. Siamo an-estetici, anestetizzati, psichicamente ottusi.” - Come dare torto al grande James Hillman?
Abbiamo dimenticato l’espressione stessa della bellezza, la bellezza da celebrare dentro lo spazio sacro, un momento sacro con qualcosa di lieto da fare nella crescente connessione con il cielo, creando così un ponte energetico che restituisce potere e sacralità alla terra, al luogo in cui si agisce.
Il luogo del rito indiscusso, un atto (o insieme di atti) che viene eseguito secondo norme codificate. E sia che abbia un fine sociale o connesso con la religione o che sia strettamente personale, il rito ha bisogno di una partecipazione emotiva profonda, senza la quale cesserebbe di esistere. Quella stessa partecipazione emotiva profonda che richiede il riconoscimento della bellezza!
Ogni spazio sacro è quello separato ermeticamente dal mondo temporale. Uno spazio in cui nulla vi penetra. Una zona eterna protetta dall’impatto con gli stimoli del tempo, dove ci si può separare da tutto il resto; lo stesso dove un artista, un pittore diventa entità a se stante, nell’esclusione del mondo per celebrare il suo rito personale di creazione. Perché nella connessione con il divino all’interno e all’esterno di se stesso, l’artista pone l’emotività profonda al servizio della conoscenza dell’invisibile. Il sacerdote dell’arte che si racconta come un mito da cui trae il simbolo che si mostra per spiegare il mistero della vita.
Il cavalletto o lo strumento musicale o qualsivoglia foglio bianco diventano l’altare ove egli celebra il sacrificio esponendolo al giudizio profano nella nudità dell’anima.
Per questo amo, nel titolo di questa mostra, l’espressione: LA VERITÀ DELLA BELLEZZA. È il dar modo a tutti di approfittare dello spazio sacro dell’esposizione, per scendere nel profondo di se stessi, connettendosi a quella verità-emozione che solo l’arte può evocare attraverso la visione e percezione della Bellezza…
Anna Rita Scheri



mercoledì 20 agosto 2014

"GRAFFITI"

L'essere umano impronta la propria vita sull'illusione. 
L'illusione di carriere sfavillanti, di amori vacui, di famiglie prive di valori, di rapporti superficiali e casuali. L'illusione del sesso appagatore, del benessere dato dal consumismo dilagante... dal credersi migliore di coloro che non si sopportano, che non si stimano, che non piacciono. 
Egli assume sembianze da marionetta e appeso ai fili, con volto di maschera, guarda il mondo con distacco. Un mondo dalla realtà che non gli piace e che non vuole guardare e, in questo modo, dentro la sua immobilità, circondato da illusione, contribuisce al decadimento, allo sfacelo, alla distruzione, all'abominio e alla solitudine propria e di chi gli sta attorno.
Cieco e sordo nel non voler 'sentire', vedere ciò che gli viene mostrato, sembra prendere le distanze dal liquido e incontrollabile mare dell'illusione che ingoia ogni cosa, e di cui invece è parte integrante. 
Insensibile a Graffiti, incisi sui muri dell'ignoranza per mostrare il vero senso della vita e la strada nella luce della verità, esibisce la sua più spiccata incomprensione per chi ancora con coraggio pone segni in cerca di sincere realtà e si espone allo scherno della gente, senza quella paura che con fili imbriglia i movimenti.
Egli è un essere umano-marionetta che ormai con un supponente: "Non capisco", rivela la sua incapacità di decifrare il linguaggio della purezza e dell'amore usato da chi chiede aiuto e accoglienza... dentro la fragilità dell'emarginazione, del cuore spezzato, di un bambino indifeso, di una donna umiliata. 
(anna rita scheri)

"Graffiti" - anno 2001 - olio su tela - cm 80x60