Una domanda che mi sento rivolgere spesso è: da dove viene l’idea
di scrivere un romanzo?
Più volte ho risposto che non credo che ‘nasca l'idea di scrivere
un romanzo’. O almeno non succede a me. Più che altro il mio è un sentir
crescere il bisogno di scrivere che dà il via ad una nuova storia da raccontare!
Perché lo scrivere, il raccontare è un qualcosa che si ha dentro e che si ha il
bisogno di tirare fuori e farlo espandere perché altrimenti imploderebbe
consumando energia ed eros inutilmente.
Davanti ad un pc, una pagina bianca, scorrono quindi le parole una
dietro l’altra in un tempo non tempo, fino a notte fonda, fino al mattino, fino
a quando gli occhi si chiudono per la stanchezza pur non volendo cedere ancora
al sonno, perché c’è ancora qualcosa da aggiungere, da scrivere, da buttare giù,
anche se è solo la bozza di quel pensiero che passa velocemente e che bisogna acchiappare
al volo per non perdere nulla… Perché i pensieri, ahimè, sono più veloci delle
dita sulla tastiera che tentano inutilmente di gareggiare in velocità dentro
una competizione che sapranno già di perdere a priori, dato che il pensiero vola
via velocemente e ciò che rimane è troppo poco per quello che si avrebbe voluto
ancora raccontare, esprimere, fissare nel tempo. Tutto ciò che è rimasto in
sospeso verrà dopo, dentro un altro capitolo o in un altro libro… chissà!?

Donare al mondo il frutto della creatività che si esprime
attraverso le parole, le emozioni, il dialogo sottile della narrazione mentre
c’è chi ascolta e soggiace al ritmo della musica delle parole e nel silenzio interiore
che il leggere un romanzo, un racconto, una poesia, chiede con amore…
(Anna Rita Scheri)
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