venerdì 2 marzo 2012

PREFAZIONE al romanzo: PROTAGONISTA DI VITA


Un giorno scrissi:
Il folle disse al saggio:
"Tu che nascondi dietro la ragione la paura dell'Amore e di confini inesplorati, vivi tra l'indifferenza e le morali ed insane regole di un vivere civile, mentre io, che della scoperta ne ho fatto un degno scopo e dell'Amore e della Passione ne porto la bandiera, vengo messo al bando per paura del contagio e del sovvertimento che causar potrei all'ipocrisia del mondo. In te perciò è la vita ed in me la morte in base al tuo parere…ma, nessuno mai potrà la mia anima uccidere se a lei apparterrà amore e dignità d’esser sempre ciò che sono…!"
Rispose il saggio:
………………….
Avrei voluto continuare ma non seppi farlo perché in me non c’era allora, come non c’è oggi, la saggezza. Ne sono priva… e poi credo che difficilmente un saggio, troppo arroccato dentro in-dubbie certezze e troppo intento a dispensare a se stesso e al mondo ragionevole tristezza e falsità, concederebbe udienza alla piena libertà di un folle in preda all’emozione.
Nella paura di perdersi nel vivere, nel gioire così come nel soffrire, e nel morire, dentro il saggio si cela l’aridità…l’annullamento delle emozioni. Le emozioni che dà l’Amore, e non altre che sono dipendenze che si vanno a cercare altrove. Ma l'amore è, giustamente, anche morte e dolore: morte della ragione e dolore nell'incomprensione degli altri, i saggi! I saggi che danno alla ragione il sopravvento e fanno dell'incomprensione il loro scudo, per impedirsi di lasciarsi andare a qualcosa di troppo grande e troppo immenso che non vogliono o non possono regalare a se stessi e agli altri: l’intenso “sentire” dell’anima….
Ho sempre pensato che l'amore fosse il sinonimo di libertà, che fosse l'unico sentimento da non imbrigliare e da non evitare. L'unico sentimento che ti permette d'indossare un paio di ali per volare al di sopra della quotidiana mediocrità della vita! Qualcosa che ti scoppia dentro al di sopra delle convenzioni di un vivere illusorio ed estremo nelle sue conseguenze banali. Qualcosa che arriva senza preavviso e ti rende simile al languido e passionale rosso tramonto, all'azzurro intenso di un cielo limpido dopo un temporale, al filo d'erba che viene mosso dolcemente e cullato da aliti di vento e a due ali spiegate verso i più lontani orizzonti, senza limiti di tempo e sensazioni.
Questo è l'amore, questo è quello che ho accettato nell'amare perché non ci sono legami o costrizioni che possano tenermi lontano dall'essere incredibilmente pazza di colui che amo. La mia sopravvivenza non c'entra, il mio essere nel mondo non c'entra! L'amore mi pone al di fuori del vivere quotidiano del mondo che mi tiene ancorata a terra e che tende a non lasciarmi andare verso le emozioni. Ma il mio desiderio, - la mia passione - vola al di sopra e non ha legami né ancore ed è solo libero di andare, di piroettare e di vivere nella sua unica libertà d'esserci e di farsi sentire.
Non è facile da spiegare né tanto meno da accettare: il più delle volte si imbriglia l'amore nella convenzionalità di un fidanzamento, di un matrimonio, di una relazione accettabile nel sociale per avere l'assenso di chi ci circonda ma non è così, non può essere così, perché tutto questo fa parte di un vivere civile e religioso che ci obbliga ad essere relegati al ruolo di innamorati perfetti dentro canoni prestabiliti dalle leggi vigenti ed ipocrite, chiedendoci, anzi obbligandoci, oltretutto ad un per sempre… ad un futuro...ad un domani che neppure conosciamo.
L'amore non accetta leggi o contratti, non ne ha bisogno. Lui è infinita purezza e libertà, sono due cuori che camminano l’uno accanto all’altro per sostenersi, comprendersi, donando e ricevendo con la stessa intensità…nel momento, nell’attimo che stanno vivendo… La libertà non è un piccolo mondo personale da difendere innalzando mura, delimitando spazi e costruendo recinti per definire confini. La Libertà è una condizione interiore dove il confine è solo il punto di contatto ove poter interagire con altri spazi, altre libertà e quindi con altri mondi interiori per raggiungere uno scopo…. Una linea, il confine, che unifica dunque e non contrappone. Così è l’Amore.
Chi non ha capito questo, difficilmente sa amare!!!
L’Amore è anche dolore… è vero, ma è il dolore dello spirito, e il dolore dello spirito è un dolore languido, morbido, intenso come il fuoco che fa bruciare dentro, come la passione che fa impazzire, ed è il dolore dei folli, degli artisti, perché in loro vive l’amore e l’emozione.
E’ innegabile che comunque anche nella saggezza esiste il dolore, ma è un dolore celato, crudo, arido e spietato perché è dei saggi il rifiuto dell’amore, il rifiuto dell’emozione, nel viver misurato della loro vita... (anna rita scheri)
  
Dove acquistare il romanzo
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/catalogo/area/areanarrativa/narrativa/9788854836204-detail.html

martedì 21 febbraio 2012

Si parla tanto di Eroi ma ...


Il vero eroe è solo colui che sa guardare e non accetta il mondo per come è e si arma per cambiarlo, anche se sa che potrà farsi male combattendo.... anche se sa che potrà venir deriso, umiliato.... isolato.
Il vero eroe è colui che, conoscendo se stesso perché ha combattuto per l’evoluzione interiore, sa cosa deve combattere e contro chi combattere...
Egli piangerà da solo nella sua anima, nella notte, prima che il sole mostri il suo volto.
Egli sorriderà ad ogni vittoria pur sapendo che ha davanti ancora tante battaglie da affrontare e sconfitte da cui risollevarsi e senza gridare al mondo la sua compiacenza, perché avrà fatto solo il suo dovere.
Il vero eroe è colui che non si lascerà corrompere... perché, conoscendo se stesso e gli altri, saprà essere saggio nel decidere, imparziale nel giudicare... folle nei sentimenti e al di sopra della ragione nel credere in ciò che fa e nel suo cuore. Non avrà paura di affrontare ciò che la vita ogni giorno gli riserverà sia nel bene che nel male, nell’odio e nell’amore … nell’ombra e nella luce ….
anna rita scheri

mercoledì 15 febbraio 2012

Fronteggiare la propria "ombra" per cambiare l'ambiente

Libertà!! Quante volte viene nominata? Tante, a volte anche troppe e troppo fuori luogo. Tutti vogliono, pretendono la Libertà! Difficilmente però ci si rende conto dei condizionamenti che ogni essere umano vive dentro la sua quotidianità. Le persone che si frequentano, la famiglia, la società, lo Stato…  e non ultime o meno importanti, le condizioni ambientali e climatiche con cui si interagisce, fin dal giorno della nascita limitano la Libertà, spesso l’annullano, ma difficilmente ce se ne rende conto. Il desiderio egoistico finalizzato a esaudire i soli propri bisogni dentro una società che li determina, limita la libertà!
E’ stato appurato a livello scientifico (prof. Abstein) che il condizionamento dentro la nostra esistenza è dovuto al 50% dai nostri geni e al 50% dall’ambiente in cui viviamo. Come uscirne allora? Come conquistare la tanto agognata Libertà?
La realtà in cui viviamo la si percepisce indubbiamente attraverso i 5 sensi. Attraverso di essi Il mondo che ci appare è un mondo preordinato, lontano dall’assetto vero della Natura. Una natura che è assoluto altruismo mentre l’uomo è prettamente diretto dal proprio egoismo e spinto dal continuo ‘obbligo’ di soddisfare i propri bisogni. E la cosa sconcertante è che solo il 10% delle persone sembra  sappiano cosa significa ‘essere altruisti’… l’interagire cioè con i bisogni degli altri e non solo dei propri.
Se diamo uno sguardo al passato ci si rende conto che, a causa di Governi, Chiese e Religioni assolutiste, gli uomini, alla ricerca della libertà, si sono ribellati. Purtroppo però la ribellione si è rivolta anche a  quella che possiamo chiamare Divinità, e quindi alle sue leggi e al piano evolutivo che le appartiene. Nel corso dei millenni gli uomini hanno dato vita a rapporti individuali, familiari, di gruppo e sociali basati molto sul piacere personale e sul desiderio emotivo molto consono ad un’età adolescenziale che, a rigor di logica, dovrebbe avere un tempo limitato, ma in cui sembra invece essere rimasti incastrati. In questo modo gli esseri umani si sono contrapposti alla Legge della Natura che chiede all’uomo di creare e non di distruggere. Gli strumenti che la Natura - o Divinità - ha dato all’uomo sono finalizzati allo sviluppo della Coscienza in modo che esso possa condurli verso il rispetto della Legge di Evoluzione.  

Ma dov’è oggi la Coscienza?
Anno 2012, il nostro presente è segnato dalla preoccupazione del prossimo futuro. È un po’ di tempo ormai che stiamo vivendo dentro una crisi economica che ci preoccupa, ma difficilmente ci si rende conto che la crisi peggiore che ci sta investendo è quella strutturale dell’intero sistema di vita che ci ha governati finora. Un sistema basato sull’individualismo egoista ed egocentrico, del solo proprio ‘orticello’ da coltivare, un sistema basato sullo sviluppo dell’io che ha stravolto completamente la Legge della Natura. È la cultura del materialismo quella che ci ha fatto perdere completamente il senso esoterico, la dimensione della spiritualità, e che si sta sgretolando perché il consumismo sta arrivando alla fine del suo viaggio.
Dove e cosa ci porterà tutto questo? 

Quando qualcosa finisce, per forza di cose qualcos’altro inizia. Ma come finirà? Con quali presupposti si inizierà un nuovo ciclo? La storia ci insegna che ogni passaggio evolutivo è segnato da una guerra. Dovremmo arrivare a tanto anche stavolta? O l’uomo sarà in grado di darsi un’altra alternativa? In quanti sono pronti a comprendere che in questo periodo storico stiamo andando verso un’evoluzione individuale e collettiva ‘naturale’ e che dobbiamo prenderne Coscienza? Ci stiamo trovando in un momento molto particolare della storia dell’umanità, che si presenta di rado, in quanto si dice che la Terra stia in una fase di passaggio fra due grandi Cicli o Ere. Qualcuno lo chiama ‘Deserto’ e non solo perché ogni valore etico e la vera Bellezza sono spariti dalla nostra vita, ma anche perché è necessario lasciare andare tutto ciò che non è essenziale al prosieguo della vita su questo pianeta.

E qui riprendiamo il discorso sulla libertà, una libertà minata da sempre da quel senso di paura che ci portiamo dietro da millenni e che ci ha resi schiavi di chi gestiva il potere parlando di Libertà… un potere che ancor più esiste oggi e in modo peggiore, perché ancora più occulto! Un potere a cui tentiamo sempre di ribellarci rimanendone incastrati, perché la libertà che pretendiamo è solo nostra, senza calcolare i bisogni dell’altro, il rispetto che dobbiamo agli altri e dimenticandoci di ciò che significa la parola altruismo. Ma difficilmente capiremo il suo significato se prima non comprendiamo noi stessi, non comprendiamo chi siamo e l’ambiente che ci circonda. Jung riteneva che l’unica maniera per guarire l’“ombra collettiva” fosse quella di lavorare assiduamente sulla propria. In termini “terapici”, significa abituarci ad osservare noi stessi, cioè: cogliere la nostra ombra in modo da comprendere che accusiamo gli altri solo per cose che abbiamo represse dentro di noi e che non abbiamo il coraggio di fronteggiare.
In questo periodo storico tutto ci chiede invece di fronteggiare noi stessi, la nostra ombra, le nostre paure e di fare delle scelte! Di cominciare a comprendere che più che di libertà, bisognerebbe parlare di libero arbitrio, della la facoltà che abbiamo di scegliere!  Fino ad ora abbiamo scelto in modo egoistico, abbiamo pensato solo ai nostri bisogni, desideri, anche a scapito di qualcun altro… Oggi il libero arbitrio dovremmo usarlo per desiderare di cambiare il nostro atteggiamento verso il prossimo, in modo da  creare un legame e far in modo d’essere un unico corpo che interagisce con l’ambiente cambiandolo, perché a sua volta l’ambiente cambierà noi. Noi siamo esseri sociali e ogni nostro comportamento o azione è rivolta verso gli altri, all’apprezzamento da parte della società in linea con quei valori che essa ci pone di fronte. Guarire l’”ombra collettiva” partendo dalla propria ombra, dal proprio sé, significa quindi riuscire a cambiare i valori dell’ambiente dove viviamo, inserendo valori altruistici come il condividere e prendersi cura degli altri. Cambiando cioè i nostri atteggiamenti, scegliendo di cambiare. Prendiamone Coscienza …  
(anna rita scheri)

giovedì 9 febbraio 2012

Tutti innocenti ....

Siamo tutti innocenti! Come un bambino al primo vagito che guarda con occhi sgranati il mondo e si chiede: "Ma dove sono capitato?"  - Tra gli esseri umani, tesoro ...
Si, siamo tutti esseri umani con facoltà di sbagliare, ma nessuno mai ama ammettere di averlo fatto! La colpa è sempre dell'altro! Il cattivo è sempre l'altro! E noi sempre le vittime innocenti che abbiamo subito e dovuto patire per colpa dei 'cattivi'!
Certo, è vero, pure la Legge dice che si è innocenti fino a quando non si viene dichiarati colpevoli... ma senza l'apporto imprescindibile di un giudice, chi è che stabilisce il ruolo della vittima e quella del carnefice? L'Ego! Semplicemente il proprio Ego! che non lascia ombre di dubbio sul fatto che la colpa è sempre di qualcun altro e mai la nostra. E' lui che ci protegge dal dolore e la vergogna di dover ammettere che siamo stati proprio noi ad aver sbagliato, ad aver causato sofferenza e disagio a qualcun altro... ad aver voltato le spalle a chi ci chiedeva aiuto o comprensione... o a chi ci ha teso la mano nel momento del bisogno,  ma l'Ego ci salva. E' il giudice ben pagato al nostro servizio. Guai a farne a meno... altrimenti saremmo obbligati a guardarci dentro, a valutare i nostri pensieri, le nostre azioni, i nostri comportamenti e le conseguenze che ne derivano. Dio ce ne scampi e liberi!! Poi, se così fosse, dovremmo tentare di cambiare, di resettare la mente e guardare in fondo al nostro cuore... sentire cioè forti dolori alla pancia! E chi è disposto a subire un bel mal di pancia?? Meglio che ce l'abbia quell'altro il mal di pancia o il mal di cuore... l'altro, il colpevole!!



sabato 28 gennaio 2012

VIOLENZA: abusi - libertà negate - indifferenza - prevaricazione

Basta violenza!
Quante volte lo si sente gridare! Quante volte lo abbiamo gridato a noi stesse, agli altri: basta violenza! Eppure sembra che la violenza non ci voglia proprio mai abbandonare. Non volermi abbandonare. La violenza fisica, psicologia, morale è sempre entrata nella mia vita, così come in quella di tante altre donne. Entrata dalla porta principale o da quella di servizio senza crearsi problemi o fare distinzioni. Si è soffermata sulla mia pelle, entrata dentro la mia mente, la mia anima, la mia essenza e ha lasciato segni… visibili o nascosti dietro pieghe di lacrime inespresse... o di grida soffocate nel cuscino per evitare di farle ascoltare, anche a me stessa, per pudore o, peggio, per vergogna… Chi ha subito violenza sa di cosa parlo. Parlo di violenza! Quel senso tangibile di paura che di continuo ti assale e  che  viola i diritti di donna, di persona, di essere umano e che fa reagire con rabbia, con dolore, con disperazione. Una violenza che ti fa cadere sempre dentro la stessa spirale di vita, di persone, di situazioni e che ti trascina verso il basso, senza speranza di risalita. E se anche la violenza fisica lascia segni sul corpo, rimarginabili, i segni e le ferite nell’anima, nel cuore, nella mente di una violenza psicologica, quella che non si rivela allo sguardo nudo, sono più difficili da guarire, da sopportare… da tirare fuori. La violenza subita induce al non rispetto per se stessi, ma alla ricerca continua, alla richiesta continua di questo rispetto-amore di cui si ha bisogno, necessità ... Un rispetto chiesto agli altri.. che non ti daranno mai, perché tu stessa non riesci a rispettarti! Tu stessa inneschi meccanismi di non rispetto! nel continuo desiderio di voler essere riconosciuta come Donna, come essere umano degno di tale nome da chi non ne conosce il significato, l’essenza o il valore.
Una riflessione questa mia di oggi scaturita dal cuore dopo giorni di solitudine e di immersione interiore che ho ricercato e voluto, per capire. Perché si possono leggere trattati o studiare teorie dei più grandi luminari e dottori in psicologia e restare ‘ignoranti’ della verità che cerchiamo per noi stessi e che ‘sappiamo’ essere l’unica che può aiutarci. La maggior parte delle volte si assimila a livello mentale ciò che leggiamo o studiamo e si usano concetti astratti solo per dare spiegazioni concettuali fine a se stessi, pensando di essere arrivati alla comprensione del tutto ma … se non si riesce ad entrare nel proprio sé interiore, a meditare sulla propria verità… nulla verrà compreso e raggiunto nell’amore e nella compassione per il nostro essere.

Parole semplici, le mie,  che non hanno alcuna pretesa di essere verità assoluta o di dare spiegazioni psicologiche che non posso permettermi… ma dettate esclusivamente dal mio sentire interiore, da un dolore al quale cerco di dare una spiegazione, una risposta.  E che vogliono esprimere  una semplice denuncia affinché le catene vengano spezzate, le sbarre alla vita divelte, gli angoli vengano abbandonati e l’indifferenza faccia cadere il velo posto sul volto delle donne a nasconderne l’identità negata da spalle voltate.( Anna Rita Scheri)




martedì 17 gennaio 2012

... mento!

"Ciò che ero solito amare, non amo più; mento: lo amo, ma meno; ecco, ho mentito di nuovo: lo amo, ma con più vergogna, con più tristezza; finalmente ho detto la verità. E' proprio così: amo, ma ciò che amerei non amare, ciò che vorrei odiare; amo tuttavia, ma contro voglia, nella costrizione, nel pianto, nella sofferenza. In me faccio triste esperienza di quel verso di un famosissimo poeta: "Ti odierò, se posso; se no, t'amerò contro voglia." Francesco Petrarca..

.....nei versi del Poeta la mia Verità!

mercoledì 11 gennaio 2012

Paesaggi dell'Io più profondo




Ampie sono le dimensioni dell’Anima. Paesaggi che si estendono infiniti dentro l’io più profondo che ci guarda silenzioso, occultato da realtà invadenti. Dimensioni raggiunte dopo viaggi senza fine a tappe di dolore, rabbia e costernazione. Nella lotta tra l’essere e l’apparire si dipanano le essenze e ci si ritrova in bilico tra il finito e l’infinito oceano del nostro essere più che umano, ridotto in frammenti di piccolezze quotidiane.

Mari senza limiti estesi su profondità rosse del sangue delle emozioni che, non più celate, si rifrangono su spiagge, per ritrovarsi a meditare guardando la vita che sulla terra scorre in incondizionata morte.
Luci che attraggono il cammino su fili invisibili che dal buio si dipanano a formare il ponte di passaggio tra l’oscurità umana e il divino soffio di possibilità lucenti.
Universi spalancati su Sacri Amori del dare in assoluto senza margini di spazio e tempo, di consuetudini che legano, ingabbiano... imbrigliano dentro confini da smantellare in libertà di esistenze l’una accanto all’altra senza invadenze, prevaricazioni… incertezze.
Siamo tutti guerrieri solitari fermi al bivio sulla strada del viaggio interiore, smarriti dentro paure ancestrali, armati di spada in nome di giustizia e di misericordia, pronti a colpire o a difendere, ad amare o ad odiare... per dare o prendere. Siamo bene e male, alto e basso, dentro e fuori. Siamo origine e ritorno, immanenza  e trascendenza, vita e morte. Siamo stella ed universo. Siamo Spirito celato dalla materia in cerca della Luce.
(anna rita scheri)

giovedì 5 gennaio 2012

Le persone entrano nella nostra vita per un motivo...

Le persone entrano nella nostra vita per un motivo. Sempre. Entrano nei modi più disparati: c'è chi bussa ma entra senza attendere risposta, c'è chi è invitato, chi si approfitta di uno spiraglio aperto, chi indossando scarpe chiodate, chi - portato da una folata di vento - è catapultato dentro dopo aver sfondato l'uscio, pochi quelli che entrano in punta di piedi dopo aver chiesto 'permesso'! Eppure ognuno di loro ha il suo bel motivo per aver usufruito della nostra ospitalità. Mentre albergano nella nostra 'casa' li guardiamo bivaccare, scorrazzare, usurpare, prevaricare, derubare, sporcare, senza fare nulla stremati ed incapaci di reagire, oppure urlando continuamente loro contro cercando di far notare il comportamento scorretto da correggere, per poi alla fine buttarli fuori malevolmente tra urla, strepiti ... botte. Oppure sorridiamo alla loro benevolenza, ci fidiamo, ci confidiamo, apriamo anche il nostro cuore dandogli il posto d'onore per poi venire traditi, accusati e rigurgitati dalla loro rabbia se mai abbiamo osato impudentemente reagire poi ad una loro offesa, neppure ritenuta tale o ci siamo ribellati al potere che cercavano di esercitare su di noi, ostruendo la libertà di scelta, di vita, di movimento! Ma può succedere anche di incappare nell'ospite perfetto o quanto mai corretto che ci offre una mano od una spalla, che c'è quando se ne ha bisogno ma che scompare quando si vuol star soli. Che sorride e ringrazia. Che ama e si lascia amare. Che comprende e chiede comprensione, che sa dialogare e non prevaricare.
Eppure tutta questa gente, sia nel male che nel bene, siamo noi ad averla attirata, invitata, lasciata entrare e dovremmo chiedercene il perchè! Dentro quali meandri della nostra mente o del nostro cuore sono stati riconosciuti ed accettati. A cosa sono serviti, per cosa li abbiamo usati.... Usati si! Usati o si son lasciati usare.... Cosa ci hanno lasciato, insegnato ... donato. Per cosa ci hanno usato, cosa abbiamo loro dato ed insegnato...
(anna rita scheri)

martedì 27 dicembre 2011

Tacciata di pazzia ....

Quando qualcuno ti taccia di pazzia sii felice ... perché ha riconosciuto in Te le sue mancanze: la Forza dell'Amore, il coraggio di affrontare le verità e le scelte, e la Libertà di essere te stesso senza paure ed ipocrisie. Solo i folli hanno la capacità di guardarsi dentro e verso l'oltre .. Di essere precursori del tempo e di non voltarsi verso il passato, ma comprendendone sempre la funzione nel tempo presente che viene loro donato... 
(Anna Rita Scheri)